Montano Antilia, l’esposto di Christian Durso riaccende il tema della sicurezza stradale
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) segue con attenzione la vicenda resa pubblica dall’attivista per i diritti delle persone con disabilità Christian Durso, che ha presentato un esposto al Difensore Civico della Regione Campania in relazione alle richieste avanzate per la realizzazione di attraversamenti pedonali, dispositivi di moderazione del traffico e interventi di eliminazione delle barriere architettoniche nel territorio di Montano Antilia.
La vicenda, al di là degli aspetti amministrativi che saranno valutati nelle sedi competenti, richiama una questione di interesse generale: la sicurezza stradale e l’accessibilità rappresentano diritti che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone e sull’effettiva possibilità di esercitare una cittadinanza piena e consapevole. Garantire spazi pubblici sicuri e inclusivi significa dare concreta attuazione ai principi sanciti dalla Costituzione italiana, dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e dalla normativa nazionale in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, di sicurezza della circolazione e di trasparenza amministrativa.
Una comunità realmente inclusiva si riconosce dalla capacità di progettare e gestire gli spazi pubblici mettendo al centro la persona, soprattutto quando essa vive condizioni di particolare vulnerabilità. Attraversamenti pedonali adeguatamente segnalati, dispositivi di moderazione della velocità, percorsi accessibili e privi di ostacoli non costituiscono semplici opere infrastrutturali, ma strumenti di prevenzione, tutela della vita e promozione dell’uguaglianza sostanziale.
Il CNDDU ritiene che le istanze provenienti dai cittadini, specialmente quando riguardano la sicurezza collettiva e la rimozione di ostacoli che limitano l’autonomia delle persone con disabilità, meritino attenzione, ascolto e risposte tempestive. La trasparenza amministrativa non rappresenta soltanto un obbligo previsto dall’ordinamento, ma costituisce un elemento essenziale del rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, rafforzando la partecipazione democratica e il senso di appartenenza alla comunità.
Il Coordinamento auspica che gli enti interessati possano definire con la massima celerità il quadro delle rispettive competenze e valutare gli interventi necessari per migliorare la sicurezza della circolazione e l’accessibilità degli spazi pubblici, privilegiando una leale collaborazione istituzionale orientata esclusivamente alla tutela dell’interesse generale.
Il CNDDU richiama, inoltre, l’importanza di una pianificazione urbana fondata sui principi della progettazione universale, affinché ogni intervento sulla viabilità tenga conto delle esigenze di bambini, anziani, persone con disabilità e di tutti gli utenti della strada. Investire nella sicurezza significa prevenire situazioni di rischio, ridurre le disuguaglianze e promuovere una cultura della responsabilità condivisa.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce che i diritti fondamentali acquistano valore soltanto quando trovano concreta attuazione nella vita quotidiana. Una democrazia matura non può limitarsi a riconoscere formalmente il diritto alla sicurezza, all’accessibilità e alla partecipazione, ma deve renderli effettivi attraverso decisioni tempestive, procedure trasparenti e interventi capaci di rispondere ai bisogni reali delle comunità.
Per questo il CNDDU rivolge un rispettoso appello alle istituzioni competenti affinché, nel pieno rispetto delle reciproche attribuzioni, siano rapidamente chiariti gli aspetti procedurali ancora pendenti, venga assicurato un puntuale riscontro alle istanze presentate dai cittadini e siano valutati con priorità gli interventi necessari per l’installazione della segnaletica orizzontale, degli attraversamenti pedonali, dei dispositivi di moderazione della velocità e per il superamento delle barriere architettoniche ancora presenti negli spazi pubblici.
La tutela dei diritti umani non si misura nelle dichiarazioni di principio, ma nella capacità delle istituzioni di trasformare le esigenze delle persone in azioni concrete. Una strada sicura, un marciapiede accessibile, un edificio pubblico privo di ostacoli e un’amministrazione che dialoga con i cittadini rappresentano il volto più autentico dello Stato di diritto. È da questi segnali, apparentemente ordinari ma profondamente significativi, che si misura il grado di civiltà di una comunità e la credibilità delle sue istituzioni. I diritti non possono restare in attesa: ogni ritardo nella loro piena attuazione rischia di tradursi in una disuguaglianza che una società democratica ha il dovere di prevenire e rimuovere.





